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La
chiesa era ormai troppo piccola e così Alfonso de' Liquori costruì
un grande santuarìo e un convento dei padri rcdentoristi Ncl 1755
Gerardo Maiella morì, a soli ventinove anni. La basilica fu a lui
intitolata e il sacerdote fu proclamato Santo nel 1904E' ancora visibile
la "cappella del transito", dove Gerardo trascorse gli ultimi
anni, venerato come taumaturgo. Egli è il patrono delle partorienti
e con San Rocco è il santo per eccellenza dei contadini del Sud:
il 16 ottobre gli agricoltori si danno appuntamento a Materdomini per
la benedizione delle sementi. Ogni anno oltre
un milione di pellegrini giunge qui richiamato anche dalle leggendarie
sorgenti del Scle c, non ultimo dal comfort offerto da ristoranti, alher~liì
c negozi. A tener vivo il culto dcl ~ant~n contribuisce anche il giornale
stampato dai frati "San Gerardo", in elegante veste grafica,
che ha abbonati in tutto il mondo.A pochi chilometri da caposele, a Calabritto,
ci aspettail settecentesco Santuario Madonna del Fiume, nel cui interno
c'è una mistica grotta naturale. A Sant'Andrea di Conza, il medievale
Episcopio, un tempo sede arcivescovile, è oggi il vanto del paesino.
E' stato restaurato dopo il terremoto del 1980 e ospita, ogni estate,
una rassegna teatrale fra le più innovative ed interessanti della
Campania. Nusco, piccolo centro noto a molti perché è il
paese dell'onorevole Ciriaco De Mita, possiede una splendida Cattedrale,
dedicata a San Amato, con una cripta romanica dalla deliziosa volta a
crociera e preziosissimi oggetti sacri. Una passeggiata ci porta alla
chiesetta della Madonna di Fontigliano, festeggiata il 15 agosto con una
pittoresca processione. Alle falde dell'altopiano del Laceno, circondato
dalla quiete dei boschi di castagni, sorge Bagnoli Irpino. Tra le case,
basse e grigie, spiccano la Chiesa di San Domenico e la Collegiata dell'Assunta,
dove un magnifico coro ligneo seicentesco, opera di artisti del luogo,
narra le storie del Vecchio e del Nuovo Testamento. La bellezza del paesaggio
si sposa con la sacralità del Convento di San Francesco a Folloni,
a Montella, graziosa cittadina ai piedi del M. Terminio. Il convento,
fondato da San Francesco nel 1222, è in posizione isolata nella
Valle del Calore, baricentrica rispetto ai paesi vicini. Qui approdano
tutti gli oggetti d'arte dell'Alta Irpinia bisognosi di restauro che viene
infatti eseguito nel Museo-laboratorio, creato dalla Soprintendenza dopo
il devastante sisma del 1980. La chiesa si presenta con un'elegante facciata
rococò. All'interno gli stucchi settecenteschi si integrano armoniosamente
con il pavimento maiolicato e il soffitto in legno, entrambi cinquecenteschi.
Nella sagrestia l'imponente monumento sepolcrale di Diego I Cavaniglia
opera di Jacopo della Pila), sorretto dalle statue della Prudenza, della
Fortezza e della Giustizia è un bell'esempio di arte rinascimentale.
All'esterno svetta un maestoso campanile. Nel circondario di Montella,
la ,olitaria Chiesa di Santa Maria del Monte colpisce per la semplicità
dell'aspetto e per 'a grazia con cui si compongono stili diversi. La chiesa,
a navata unica, ha la facciata a capanna e un austero portale in pietra
d'epoca longobarda. L'interno è riccamente ornato da stucchi policromi
barocchi, dal cinquecentesco bassorilievo di Giovanni da Nola, con scene
bucoliche, dal dipinto trecentesco della Madonna dell'Umiltà, dal
coro ligneo e dal famoso e raro organo seicentesco. Infine gli altari
(il maggiore in marmo e gli altri sei tutti in legno) sono di grande interesse
storico-artistico, tanto da essere citati su molti libri di Storia dell'Arte.
Affascinante, non solo per i devoti, specialmente durante la festività
del 6 agosto, è l'ascesa (a piedi) al Monte del Salvatore: imponente
e silenzioso, l'antico Santuario del Santissimo Salvatore veglia sulla
valle sottostante. A Sant'Angelo dei Lombardi, oltre alla Cattedrale in
stile barocco, bisogna.àssolutamente visitare l'Abbazia di San
Guglielmo al Goleto, uno dei più bei complessi religiosi dell'Italia
meridionale. Si compone di due chiese, di un chiostro stupendo, di un
nobile giardino e di una superba torre romanica, la Torre Febronia. Proseguiamo
alla volta della Baronia e facciamo una sosta a Frigento, dove nella settecentesca
Cattedrale di Santa Maria Assunta, recentemente restaurata, possiamo ammirare
un autentico gioiello: il soffitto ligneo, decorato da tele con pittura
a tempera. I1 Santuario della Madonna del Buon Consiglio con il convento
francescano è sede della più nota emittente televisiva a
carattere religioso del Sud. Dell'antica diocesi a Trevico resta L'Ecclesia
Cathedralis.Restaurata più volte, conserva il bel portale a ogiva
del 1408, la cripta longobarda con ;li antichi affreschi parietali c la
statua lignea duecentesca della Madonna. Trevico, il comune irpino più
alto, è stato reso celebre da Ettore Scola che vi girò in
parte il film "Trcvico-Torino, Viaggio nel Fiatnam", imperniato
sul dramma dell'emigrazione. A qualche chilometro di distanza, a Vallata,
nella Chiesa di San Bartolomeo è custodita una preziosa tela del
Lanfranco raffigurante il martirio del Santo. La Cattedrale di Ariano
Irpino, danneggiata da ricorrenti sismi, è stata consolidata, restaurata
e riaperta al culto nel 1982. La tacciata in pietra arenaria verde di
Roseto (con pregevoli rosoni) risale alla prima metà del secolo
XVI. All'interno troviamo numerose opere d'arte: il fonte battesimale
del 1070, il battistero del 1585, il pulpito della prima metà del
secolo XVII con pannelli scolpiti da maestri beneventani, il monumento
sepolcrale dei vescovo D. Carata, il coro ligneo del Seicento, gli altari
marmorei del '600 e del '700, le tele del Persico raffiguranti l'Assunta
e gli Apostoli eseguite nel '700. Altro importante documento di tipo pratico
è il Il campione di misura" datato 1491, inciso su pietra
e murato sul lato della scala d'accesso. Nella Cattedrale, custodite in
un prczioso ostensorio d'argento e racchiuse in due cilindri di cristallo,
sono due spine della corona di Cristo, donate da Carlo l d'Anliò
il 27 giugno 1269. La popolazione ha sempre coltivato una profonda venerazione
per le Sante Spinc; i vescovi Ottavio Ridolti e Paolo Caiazza le portavano
in processione a piedi nudi. Molto suggestiva è la rievocazione
storica del dono delle Sante Spine che avviene ogni anno in agosto. Nella
Chiesa di Sant'Antonio a Montecalvo Irpino, si trovano due crocifissi
di straordinario valore:uno di niadreperia, portato dai crociati, e uno
in legno settecentesco. Ed eccoci a Montevergine, nel comune di Mercogliano,
nel "santuario più popolare della terra" così
definito da Alfonso Gatto, in un eccezionale reportage su Epoca del 1955.
Nei primi decenni del secolo XII, il giovane Gublielmo da Vercelli in
procinto di partire per la Palestina ,salì sul M. Partenio, un
massiccio montuoso che si erge quasi a guardia della città di Avellino.
Mentre riposava all'ombra di un cespuglio di rovi, Guglielmo ebbe una
visione: gli apparve il Salvatore che ;g;li impose di costruire una cappella
in quel luogo per dedicarla alla Madre di Dio. Guglielmo cresse una chiesa,
la dedicò alla Vergine, diede vita ad una nuova famiglia religiosa
e disscminò di comunità religiose grati parte dell'Italia
meridionalc. Si spense nel Monastero di San Gugliclmo al Goleto nel 1142.
Le suc spoglie sono tornate a Montevcrcinc dopo 665 anni c riposano nella
Cripta della nuova Chiesa, dedicata al suo nomc. Il Santuario è
un crogiolo d'ai-te, E' stato ricostruito dal Conforto nel 1600, conservando
la vecchia struttura gotica. Troviamo qui la bellissima tavola della "Mamma
Schiavona", un dipinto di scuola orientale donato da Caterina di
Valois nel 1310. Il Musco ospita numerosi reperti archeologici e una singolare
raccolta di presepi provenienti da tutto il mondo. Vecchi sentieri della
fede, da percorrere a piedi, raggiungono Montevergine, salvo che si opti
per la funicolare, la più ripida d'Europa (tanto dall'impiegare
solo sette minuti) e capace di rebalarc la vista di un panorama di quelli
che si ricordano a lungo. 1-'Abbazia di Loreto a Mercogliano è
considerata dagli avcllinesi, giustamente, un'autentica "gloria di
casa" insieme al più antico e famoso Santuario di Montevergine.
E' la residenza invernale dell'Abate c dell'intera tamiy nedettina di
Montevergine che nel' stagioni risicdono, di regola, nel Santuario montano
a quota 12i(i I giro c il progetto di questo grandi( lazzo non si deve
al Vanvitclli, com, credono, ma al suo grande allicvo I ), cantonio Vaccaro,
morto nel I _/t~ I è stata compiuta da Michelangelo I sio. Depositaria
di uno dei più imi, fondi pergamenacei d'Europa, sede importante
biblioteca monument0 nalc, 1'Abbazia è da sempre riti piu, centro
di cultura, di ricerche c dì co di livello internazionale. A Solotr:
fin dal Trecento fiorì la concia del' ~,che come allora anche oggi
la rend(_ sa ovunquc) ci attende la Collegiata Michele tardo-cinquecentesca.
presenta il trionfo dei Guarino, arti~~ li di grande fama. Raggiungiamo
or palda. Nella Chiesa di Sant'lppolist Illobato lo Specus marryrum, luoro
poltura di martiri cristiani. Il nostro conclude a Prata Principato Ultra
co sita alla Basilica Paleocristiana c all combc, uno dei più antichi
monumci dievali dell'Irpinia. Consigliamo ai v ri meno frettolosi di dedicare
alme settimana a questa straordinaria espv turistica. Qualunque sia il
tempo disi le, un dato è certo: il ricordo sarà c (lite
soave ed indelebile.
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