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Il Calor Pulcher
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Un altro valico nella catena dei Picentini, il valico delle Croci di Acerno, immette nell' Irpinia da sud, attraverso la valle del Calore. Questo fiume, che confluisce nel Volturno nei pressi di Benevento, nasce da un contrafforte del Varco Finestra e forma un'estesa vallata tra il Terminio e il Montacnone. Le ripide chine dei versanti montuosi si rompono in colli e poggi coltivati, tutti piacevolissimi. oltre i quali si elevano cime piuttosto brulle, le rupi dell'Accellica, e folti boschi di querce, olmi e frassini. Da una profonda spaccatura della catena montagnosa emerge una guglia rocciosa, il "ninno", come lo chiamano i locali, la piramide dell'Accellica, alta 1600 metri, che presenta solchi larghi e profondi sotto i quali s'é formato uno strato di sassi, detriti, frammenti, che biancheggiano fra il verde dei pendii. Abbondanti sorgenti scompaiono nelle "ventose" e ricompaiono più oltre, le sorgenti di L.acinolo, di Caliendo, di Canalone. Dall'Acccllica, dal Serralonga, dal Sassosano scendono ruscelli, che corrono verso "la ionta", dove il fiume prende forma e sostanza e va tra campi e colline, il "Color pulcher, amor nipharum", il Calore "fluminum ocelle". Come lo celebravano poeti cinquecenteschi.
Sulla valle domina. maestoso. il Terminio. che gli Osci dicevano "7Toremenium Safinies", coperto di faggi e castagni fino alla sommità che é brulla e pianeggiante: all'altro lato emergel, ugualmente maestoso, il Cervialto.
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